Il muezzin intona strazianti melodie che riecheggiano dal minareto dell'imponente moschea che domina la città. Sullo sfondo la luna cede il passo al tenue chiarore dell'alba, annuncio del nuovo giorno.
Odore acre di terra umida penetra nelle narici. Tuoni rimbombano nel cielo grigio. Una calma surreale irrompe violenta, d'incanto cadi lieve sulle betulle che costeggiano il viale. Il tintinnio si sussegue ipnotico sulle grondaie. Le membra mie cedono il passo al sonno ristoratore.
Oscillo tra un passato di rimpianti e un futuro di speranze dimenticando di vivere l'istante. La giovinezza scappa dalle mani mi guardo allo specchio e vedo la donna che avanza. Mi accorgo degli istanti che passano davanti tempo perduto alla ricerca di mille perchè.