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Visualizzazione dei post da settembre, 2011

Follie ad Aushwits

Follie ad Aushwits Gelida mattinata ad Aushwitz. Come bestie, uomini dai vagoni merci scendono. Marchiati come animali, rasati, spogliati. Ossa che vagano come zombi, nel desolato, sabbioso campo. I camini fumano da giorni, dissanguati, sdentati, bruciati vivi. Ossa ormai cenere,   usate come concime. Soffocati con gas nervino, in finte camere per docce. Occhi scavati, persi nel vuoto. Voglia di morire, corpi senza vita in decomposizione, accatastati come carcasse nella savana. Odore acre, come di morte, penetra nei polmoni. Solo uomini che ammazzano altri uomini, in nome di una follia collettiva, chiamata Razza

Nuovi orizzonti.

                             Nuovi orizzonti Percorso ad ostacoli l'umano vivere. Siamo tutti dei Siddharta alla ricerca di una verità assoluta che non esiste, di certezze che non troveremo mai felicità illusorie successi effimeri. Mio caro uomo ritorna ad essere, rivoltati contro il conformismo, arrabbiati contro le ingiustizie, non voltarti dall'altro lato perché è più comodo. Non esiste il giusto o lo sbagliato, nè il bene e il male. Pensieri deboli ormai preistoria. Apri i tuoi orizzonti, guarda oltre la siepe della tua limitazione, un nuovo mondo con infiniti orizzonti ti si aprirà.

E vai verso il traguardo...

Oggi finalmente dopo tante torture fisiche e psicologiche ho superato biochimica. Un mattoncino nella saccoccia della mia cultura e uno in meno verso il traguardo sempre innanzi.

Notti insonni.

La luna rossa illumina la città desolata. Foglie sugli alberi illuminate dai lampioni creano un gioco d'ombre. Sulla sdraio nella veranda in una sera di un settembre appena iniziato, il vento sfiora la mia accaldata pelle. I pensieri ballano una danza sfrenata nella mia mente. I sentimenti si affollano nel cuore disordinati nella confusione che alberga la mia vita. Vengo catturata dal silenzio compagno di viaggio, amico sempre fedele nel tormento, delle mie notti insonni.

Città addormentata.

Il silenzio domina le strade il rombo delle macchine scompare le folle in piazza si affievoliscono nelle case regna la calma. Il sonno cattura la città e io osservatore attento mi godo la pace affacciata al mio balcone con un bicchiere di whisky in mano.

Un graffio nell'anima

Un graffio profondo nell'anima l'amor perduto. Le mani violacee per quanto stringono il lenzuolo che ancora sa di noi. Lacrime riempiono i grandi occhi scuri. Le narici impermeate del tuo odore. Sparsa ovunque la tua roba nella stanza ormai buia che tu non illumini più. Ora resta di noi solo un libro di cui abbiamo scritto l'ultimo punto.

Fine Estate

Le spiaggia si svuotano stabilimenti in chiusura l'alga si accumula sulla battigia formando disegni fantasiosi. Il pescatore torna ad affondare la sua canna nella sabbia in solitudine fa trascorrere la notte. La natura selvaggia riprende il suo posto e noi uomini ormai ci arrendiamo alla nuova stagione che verrà.